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A Uorola, sulle rive del Kolma, le nozze dovrebbero inaugurare una nuova
stagione di quiete. Ma nella grande casa del maggiore qualcosa si è già
incrinato.
Violinastro, uomo errante, la cui musica turba le coscienze, sembra dar voce
a ciò che nessuno osa pronunziare. Seelia, stretta alle convenzioni e al dolore
per le proprie scelte, ne è travolta. E loro figlio Ali, ancora fanciullo, è
destinato a ricevere in eredità non soltanto un violino, ma una inquietudine più
profonda.
Intorno a loro, la casa, il paese, i servi, i contadini, il fiume e i boschi
del Kolma, è come se tutta la natura partecipasse al destino degli uomini. È un
mondo dove nulla cambia, dove si mangia, si beve, si lavora, si giudica e si
vive secondo regole antiche, e la cui unica voce estranea è quella del violino,
che fa affiorare colpe, rancori, ricordi e desideri che tutti vorrebbero
ignorare. Ma la sua musica è anche un inno all'amor fati, una melodia
dionisiaca in sol minore, espressione dell'invisibile, e il grido che attraversa
il romanzo, "sii fedele a te stessofl, ne è la colonna sonora, la pura
affermazione della vita.
Pubblicato in Finlandia nel 1904, Paholaisen viulu è il primo grande
romanzo di Joel Lehtonen: un'opera visionaria e inquieta, sospesa fra
romanticismo, decadentismo e impulso di ribellione.
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